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In nome del debito......vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito

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Appelli (2)

Al Voto per un'Altra Europa

Messaggio per i decisi

In questi due mesi di periodo elettorale abbiamo avuto modo di dibattere molti temi. Credo che ci siamo cresciuti tutti e questo è già un ottimo risultato.

Purtroppo siamo stati oscurati dai mezzi di stampa, per cui dobbiamo continuare fino in fondo a diffondere l’informazione sulla nostra lista tramite il passaparola. Non solo dobbiamo fare sapere che esistiamo, ma soprattutto dobbiamo fare conoscere il nostro programma. Le nostre proposte sono la nostra forza. Per questo ho preparato un breve filmato sotto forma di appello che trovi qui e che puoi diffondere.

Ricordo anche le elezioni europee sono le uniche che ci permettono di scegliere chi vogliamo eleggere. Si possono esprimere fino a tre preferenze, purché di genere diverso. Se voti nella circoscrizione Centro e ritieni che io possa rientrare fra le tue preferenze, scrivi sulla scheda GESUALDI e fallo sapere anche ai tuoi amici inviando la scheda che trovi qui.

Messaggio per gli indecisi

A chi ancora non ha deciso come orientarsi vorrei rivolgere due inviti.

Il primo invito è a non lasciarsi prendere dalla tentazione di non votare. In questi anni il mondo della politica mestierante ha espresso il peggio di sé: ipocrisia, arrivismo, corruzione, avversione alla democrazia, ai diritti, al bene comune. Il mancato rispetto dell’esito referendario sull’acqua è un’altra triste conferma in tal senso.

Di fronte a tanto tradimento, inevitabilmente si è assaliti da un senso di rabbia e scoramento che induce a non volersi più prestare a operazioni svuotate di contenuto democratico. Ma non votando lasciamo che siano gli altri a decidere per noi. E poiché al peggio non c’è fondo, le decisioni lasciate agli altri potrebbero assumere contorni ancora più inquietanti della situazione odierna. Senza contare che un astensionismo massiccio potrebbe essere usato dal potere come pretesto per toglierci anche i pochi spazi di democrazia che ci sono rimasti.

Il secondo invito è a votare non per un partito, ma per un progetto, o meglio ancora per una visione. Non è più il tempo di votare per tradizione, per senso di appartenenza o per ammaliamento da parte del leader di turno. Men che mai dobbiamo decidere sulla base di sensazioni emotive, piccole promesse del momento, spiegazioni semplicistiche a temi complessi. Perché la politica non può ridursi a piccole operazioni di cabotaggio.

Il ruolo principe della politica è schierarsi. Dire parole chiare su valori e parte sociale che si vuole difendere. Prima si sceglie da che parte si sta, poi si definiscono alleanze e strategie. Oggi, non si non si sa se per disorientamento o per totale conversione alle logiche del sistema, non si notano più molte differenze fra centro destra e centro sinistra. Entrambi garantiscono sempre più potere e sempre più ricchezza alle oligarchie economiche, contro i lavoratori, i cittadini, l’ambiente, i diritti, i beni comuni. Non a caso il debito è gestito solo in una logica di austerità, il lavoro solo in una logica di concorrenza, l’euro solo in una logica di supremazia. Con un chiaro intento: mettere a tacere qualsiasi voce contraria e qualsiasi forma di protesta a difesa dei diritti e dell’interesse collettivo.

L’altra Europa con Tsipras è un tentativo per fare avanzare un’altra visione di società. Che considera la dignità, la pace, la natura, i beni comuni, la partecipazione come valori assoluti. Che garantisce i bisogni a tutti in una logica di solidarietà. Che antepone l’interesse collettivo all’interesse individuale.

Augurio per tutti

Sono fra coloro che concepisce la politica come un impegno del giorno per giorno per fare cambiare la società. Perciò vedo l’appuntamento elettorale solo come un passaggio e neanche il più importante. Non varrà a niente mandare in Parlamento qualcuno che ci rappresenti se poi i rapporti si interrompono. La democrazia esige contatto permanente fra eletti ed elettori, affinché tutti possano ricevere informazioni sui temi che si dibattono e tutti possano esprimere le proprie idee sul da farsi. Gli eletti debbono rispondere costantemente ai propri elettori e debbono decidere insieme a loro come procedere. Del resto sono convinto che su molti temi non bastano le prese di posizione nei parlamenti. Ci vuole la mobilitazione di massa. Per cui concepisco la rappresentanza parlamentare solo all’interno di un modello di partecipazione che ci vede tutti costantemente impegnati.

Non so come finirà questa consultazione elettorale. Ma indipendentemente dall’esito, mi auguro che questo percorso lillipuziano che abbiamo intrapreso, continui. Dobbiamo mandarlo avanti per ridisegnare tutti insieme un nuovo modello di società e farlo avanzare attraverso tutte le strategie di cui siamo capaci: la sperimentazione, le lotte, l’ottenimento di nuove leggi, l’adozione di nuove scelte in ambito pubblico. Sono sicuro che ce la faremo.

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