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In nome del debito......vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito

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Breve nota biografica

Nato nel 1949 nei pressi di Foggia giunge a Barbiana nel 1956 ed è allievo di Don Milani fino al 1967.
Partecipa alla stesura di "Lettera a una professoressa". Nel 1968 frequenta il corso annuale per quadri sindacali della CISL, che gli offre una formazione in campo economico.

 

Dal 1971 al 1974 insegna alla Scuola di Servizio Sociale a Calenzano (FI). Poi è in Bangladesh per un servizio di volontariato di due anni.

Nel 1983 si trasferisce a Vecchiano (PI) per vivere un'esperienza semi-comunitaria con altre famiglie decise a dare solidarietà concreta a situazioni di difficoltà. All'interno di questa iniziativa fonda il per affrontare, da un punto di vista politico i temi dell’insostenibilità ambientale, della povertà, della fame, del disagio nel Nord come nel Sud del mondo.

Lungo questo percorso matura la proposta del consumo critico, di nuovi stili di vita, di nuovi assetti sociali ed economici capaci di coniugare sobrietà con piena occupazione e diritti fondamentali per tutti.

Attualmente è pensionato. A titolo di volontariato coordina il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, collabora con la Campagna Abiti Puliti, svolge attività di formazione sul tema del debito pubblico, del consumo critico, della ricerca di altri modelli economici d’ispirazione ecologica e sociale.

Ultima modifica ilMercoledì, 16 Aprile 2014 13:44

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