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In nome del debito......vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito

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Il programma della Lista Tsipras

Alle prossime elezioni Europee si giocherà una partita importante: sono in competizione tra loro  due idee di Europa alternative.

Quella di oggi, l’Europa delle banche, della finanza, della Troika. L’Europa costruita per tutelare l’interesse di quell’1 per cento che detiene la ricchezza.

 

Poi c’è l’Altra Europa: l’Europa dei diritti, dei cittadini, della giustizia sociale. Quella che deve superare le differenze tra Nord e Sud, l’Europa della solidarietà!

Per questo stiamo costruendo, in tutta Europa, un progetto che porti nel Parlamento e nella Commissione Europea gli interessi dei cittadini. Attraverso la costruzione di una rete internazionale che unisca chi ha come priorità la trasformazione di questa Unione Europea da unione economico-finanziaria a una comunità democratica.

Oggi, in troppi Paesi - e nell’Unione - partiti di centrodestra e di centrosinistra sono insieme al governo. Nei governi cosiddetti di “larghe intese” che - come in Italia – tutelano più gli interessi dei primi che degli ultimi, che hanno a cuore più le sorti dell’1 che del 99 per cento.

Se il progetto che stiamo costruendo insieme a milioni di persone in tutta Europa avrà alle prossime elezioni un risultato soddisfacente, potremo spezzare la logica delle larghe intese e portare la solidarietà, la giustizia e la pace al governo del nostro continente!

Il nostro programma è semplice. E condiviso, crediamo, dalla maggior parte dei cittadini.

Per l’economia, vogliamo porre fine all’austerità e alla crisi, che ha portato al primato di 27 milioni di disoccupati in Europa e all’ingiustizia di intere generazioni derubate del loro futuro, con un programma di ricostruzione economica, finanziato direttamente dall’Europa tramite i prestiti a basso tasso d'interesse, e centrato sulla creazione di posti di lavoro, sullo sviluppo di tecnologia e infrastrutture.

Vogliamo la sospensione del patto di bilancio europeo (Fiscal Compact), che attualmente impone il pareggio di bilancio anche ai paesi in gravi difficoltà economiche, e che deve invece consentire gli investimenti pubblici per risanare l’economia.

Vogliamo una Conferenza europea sul debito, simile a quella che nel 1953 alleviò il peso del debito che gravava sulla Germania, e le consentì di ricostruire la nazione dopo la guerra.

Vogliamo una vera banca europea, che in caso di necessità possa prestare denaro anche agli Stati e non solo alle banche, e che fornisca prestiti a basso tasso di interesse agli istituti di credito solo a patto che accettino di fornire credito a costi contenuti a piccole e medie imprese!

Vogliamo una legislazione europea che renda possibile tassare i guadagni che derivano dalle operazioni finanziarie, oggi fiscalmente colpite molto meno del lavoro.

Vogliamo avviare la trasformazione ecologica della produzione, per rispondere alla crisi ambientale e dare priorità alla qualità della vita, all’istruzione, alle fonti energetiche rinnovabili, allo sviluppo ecosostenibile.

Per la solidarietà, vogliamo riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa” che alimenta forme di discriminazione, e garantendo invece i diritti umani, l’integrazione, il diritto d’asilo e le misure per la salvaguardia dei migranti, costretti ad affrontare viaggi in cui è a rischio la loro stessa vita!

Per approfondimenti, rimandiamo all'allegato relativo al discorso che Alexis Tsipras ha tenuto a Roma nel febbraio 2014

Ultima modifica ilVenerdì, 28 Marzo 2014 15:47
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