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In nome del debito......vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito

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I Costi dell'Insostenibilità

Giusto un anno fa, in occasione della Fiera di Primavera di Vecchiano (PI) edizione 2013, al tempo ancora legato alla Condotta Slow Food di Pisa - Monte Pisano e immerso nelle vicende redazionali di Salviamo Il Paesaggio, lavorai alacremente alla realizzazione di un video-documento che introduceva una conferenza dal titolo molto significativo: «I Costi dell'Insostenibilità».

Uno dei relatori chiamati a presiedere quel bell'incontro era proprio Francuccio Gesualdi, a fianco di Alberto Giorgi del Tavolo regionale per la Difesa della Scuola Statale e a Rossano Ercolini, fondatore di Rifiuti Zero di Capannori (LU).

 

Vi avrebbe in teoria dovuto essere anche Marcello Buiatti del Comitato Scientifico di Slow Food che però, forse con il pretesto delle festività pasquali, venne meno - e con lui tutti i vertici della Condotta Regionale - alla sua chiamata, convincendomi di lì a poco della scarsa propensione dell'organizzazione a perseguire seriamente certi obiettivi.

Obiettivi importanti come la salvaguardia del suolo o dei semi, come la difesa dei piccoli agricoltori, delle comunità rurali o, insomma, della Terra Madre.

L'intento della conferenza, oltre a sensibilizzare in materia quasi traumatica - attraverso il video-documento - intorno alle sfide a medio termine poste dal pianeta all'umanità (l'incremento demografico, il drammatico assottigliamento della disponibilità di risorse di origine fossile, la riduzione della disponibilità idrica, l'innalzamento degli oceani, il disgelo dei ghiacciai perenni, la prespettiva di un nuovo Eemiano, etc.), era senz'altro quello di porre l'accento sulle possibili soluzioni, su un'idea di svolta verso un futuro «altro» possibile e proprio a partire dalla scuola pubblica intesa come eminente palestra di sostenibilità.

L'esito dell'evento fu estremamente interessante: una compenetrazione profonda fra sensibilità diverse e approcci - seppur differenti - che convergevano tutti verso una sola inequivocabile direttrice: la redistribuzione delle risorse, la difesa dei beni comuni, l'assunzione di responsabilità rispetto ai modelli di consumo e la salvaguardia di questo straordinario patrimonio che è la scuola pubblica.

Ultima modifica ilMercoledì, 23 Aprile 2014 08:49

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